Farfalla

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FARFALLA
Per questo amore radicato nelle tue parole d’arnica,
che mi guariscono da febbre e brividi
della paura, per quel tuo sguardo di notturno
cielo e il vibrato che rende la tua voce un canto,
giuro che darei il cuore, che non ho più
vorrei tornare indietro al tempo
in cui credevo che Dio fosse le mani
di un uomo che mi teneva fuori
dal silenzio ‒ da cui fuggivo come
un cane mendicando una carezza ‒, credevo vero eterno necessario
il centro del dolore in cui trovavo
casa dopo la foga degli abbracci,
invece la terra è franata tante volte
un nome dietro l’altro, mi ha costretta
a guardare in una falda d’acqua
il mio riflesso abbacinato
da un’infanzia inconcludente
vorrei amarti come avrei potuto
quando i fianchi erano prestati al rischio degli spigoli più arditi, prima che le unghie
delle mani da dolci attraversassero
la stagione della cura lasciando segni carsici
da qui al mio futuro, che ora è sordo
muto cristallizzato, una farfalla
dentro l’orrore bianco di uno scrigno,
immacolato di intenzioni.
Silvia Rosa
[da TEMPO DI RISERVA]

illustrazione collage digitale Dina Carruozzo Nazzaro AtelierD

La vita allora…

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La vita allora…
Penso che ho solo questa.
E’ stato bello,
pensare, progettare, costruire, sognare
andare perdersi tornare. Quanti verbi
ha il mondo.
Fra le miriadi di pianeti e di stelle
essere proprio qui
nati e vissuti dentro questo cielo
qui, con i piedi poggiati su un punto
della terra, ora, con il passato pieno
di tutti i miei errori.
Mariangela Gualtieri

illustrazione collage digitale Dina Carruozzo Nazzaro
(Emil Nolte + Olga Grigorieva)
AtelierD

Stelle smarrite

AtelierD
STELLE SMARRITE
Perché siamo solo stelle smarrite
non indichiamo strade
perché ci siamo già noi perdute
non ancoriamo sogni
brilliamo sole e silenziose
offuscate dai bagliori di questi strani mondi
troppo grandi per noi e non nostri
spegnendoci piano piano
fin quando arriva il giorno.
Dina Carruozzo Nazzaro
AtelierD

(illustrazione digitale ritaglio 🖼 Spirit of the Night
John Atkinson Grimshaw)

I bambini che si amano

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I BAMBINI CHE SI AMANO
(Prevert alle elementari)
I bambini che si amano
lo chiamano amore,
non sanno ancora le altre parole,
provarci, starci, mettersi insieme,
dicono Carlo ama Paola
ma Paola ama Michele,
e se lo chiedono su un pezzo
di carta, mi ami? si/no,
e niente vie di mezzo,
i bambini fanno l’amore
con mani di cioccolata
e piccoli baci asciutti,
poi guardano gli attori nei film
abbracciarsi a spalle nude
e si domandano se è tutto lì,
i bambini si amano
e a chi dice loro che l’amore
è solo per i grandi
vorrebbero dire che non è vero,
ma poi gli viene in mente un gioco
e vanno a giocare.
(Viviana Viviani)

illustrazione collage digitale Dina Carruozzo Nazzaro AtelierD

La poesia

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La poesia come la intendo io non è un rifugio dalle calamità economiche, politiche, ecc, ma un avamposto.
Un fortilizio dove vengono elaborate nuove strategie d’attacco all’afasia totale.
Nuove pratiche di comunicazione dell’indicibile, perchè se non lo nominiamo, torneremo allo statuto degli animali senza ragione.
La poesia ha il compito, il dovere direi, anche se la parola dovere non fa parte del mio vocabolario, di inventare la nuova oralità, il nuovo canto degli anni a venire.
Sotirios Pastakas

illustrazione collage digitale Dina Carruozzo Nazzaro